Il teatro è diventato una trincea, in cui gli artisti mangiano e dormono, rifugiandosi nel bunker quando i bombardamenti si fanno più minacciosi.

Ancor più inspiegabile è il comportamento del pubblico, che nei mesi peggiori del conflitto attraversava la città buia, senza mezzi, e riempiva la platea, le gallerie, trattenendo il respiroai boati più forti, ma senz’alzarsi né andarsene.

È ancora incerto chi vincerà la guerra: la Nato, che arma gli ucraini, è incomparabilmente più forte del Donbass. Ma questo teatro ha già vinto la propria guerra, senza neppure accorgersi di averla combattuta.

A questi uomini e donne del Donbass abbiamo deciso di dedicare questo film. Adesso sappiamo per certo che esiste un’altra umanità, oltre quella degli usurai e degli affaristi.